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13 Novembre 2009

Pirelli & C. accelera l’uscita dal settore immobiliare

Archiviato in: rassegna stampa immobiliare — andrea @ 15:41

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Pirelli & C. tra le migliori blue chip di Piazza Affari. L’azione sale dell’1,47% a quota 0,4155 euro contro un mercato in perdita dello 0,34% in scia alle scommesse sulla nuova struttura del gruppo, dopo che nei giorni scorsi lo stesso presidente, Marco Tronchetti Provera, ha indicato la possibilità che le attività industriali e quelle immobiliari possano seguire due strade diverse.

“Abbiamo due mondi, quello immobiliare, ristrutturato, e quello industriale. In futuro ci concentreremo di più sulle attività industriali, mentre quelle del real estate potrebbero seguire un percorso diverso”. Il manager ha indicato la scissione come “un’ipotesi” per realizzare l’operazione.

E il mercato è su questo che specula soprattutto dopo che è stato annunciato che Pirelli Real Estate (-0,84% a 0,587euro) e Fondi Immobiliari Italiani (Fimit) stanno studiando  l’integrazione delle rispettive attività. Ed entro lunedì 23 novembre le parti avrebbero già convenuto di definire le modalità dell’operazione.

Secondo alcune fonti l’operazione avverrebbe in diversi step: il primo sarebbe lo spin off di Pirelli Re a cui seguirebbe la creazione di una newco in cui verrebbero conferite le attività delle due società (comprese facility management e servizi di Pirelli Re). Il completamento dell’operazione avverrebbe attraverso l’incremento della quota degli azionisti Fimit nella newco.

Anche se la separazione delle attività immobiliari era stata indicata nel business plan presentato lo scorso febbraio, la tempistica dell’operazione rappresenta una sorpresa. Lo stesso Tronchetti Provera aveva dichiarato recentemente che l’uscita dal business sarebbe avvenuta entro fine 2010.

Per gli azionisti di Pirelli & C l’operazione presenta risvolti positivi: la società ritornerebbe a essere una realtà industriale (con qualche partecipazione minoritaria) e pertanto perderebbe lo status di holding e il relativo sconto (15% nelle  stime di Centrosim); la semplificazione societaria rappresenta un elemento solitamente gradito dagli investitori, tanto più nel caso di Pirelli, reduce da un poco entusiasmante track record degli investimenti alternativi al core business (Telecom e Real Estate).

“La probabile accelerazione del processo di uscita dal business immobiliare ci porta a rivedere anticipatamente lo sconto holding: dal precedente 15% sull’intero Nav, passiamo infatti a uno sconto del 30% riferito esclusivamente agli asset non core, ovvero Real Estate, Broadband, Mediobanca, RCS, Eurostazione e CyOptics i più importanti”, spiega Stefano Vulpiani, analista di Centrosim.

In questo modo, rispetto all’attuale Net Asset Value di 0,52 euro per azione, la sim perviene a uno sconto implicito del 7,6% che si riflette in un target price di 0,48 euro per azione da 0,43 euro. “Il nostro giudizio sul titolo passa perciò da neutral a buy”, indica l’esperto.

Dunque i tempi si stringono, anche se, come osservano oggi gli analisti di Intermonte (outperform e target a 0,46 euro su Pirelli & C.) in un report raccolto da MilanoFinanza.it, non sono ancora chiari i singoli passaggi del deal: creare una newco della quale la capogruppo acquisirebbe una quota di minoranza oppure assegnare azioni Pirelli Re agli azionisti Pirelli & C. dopo il merger con Fimit. “Questo secondo scenario potrebbe essere più favorevole per gli azionisti perché le azioni Pirelli Re potrebbero essere una sorta di dividendo extra”, si legge nella nota di Intermonte.

In quest’ottica gli analisti della primaria sim milanese si aspettano uno spin-off diPirelli Real Estate nel quale le azioni Pireli Re vengono assegnate agli azionisti diPirelli con una transazone fatta ai prezzi di mercato. Se questo dovesse avverarsi, gli effetti positivi sarebbero due: verrebbe appunto eliminato lo sconto holding applicato aPirelli e gli azionisti di minoranza avrebbero un’opzione per vendere o tenere le azioniPirelli Re.

I passaggi più logici di quest’operazione così simulata sarebbero un merger tra PirelliRe e Fimit attraverso un aumento di capitale e l’ncorporazione di Fimit con Pirelli Re. Come secondo step lo spin off della quota detenuta da Pirelli & C.. Il principale ostacolo non sarebbero i crediti della capogruppo verso Pirelli Re (69 milioni di euro alla fine del terzo trimestre) quanto piuttosto le potenziali obiezioni degli altri creditori di Pirelli Re.

In ogni caso l’operazione crea valore e potrebbe essere finalizzata entro la primavera del 2010. “Se lo spin off dovesse avere luogo nei termini sopra indicati”, proseguono gli analisti di Intermonte, “gli attuali azionisti di Pirelli & C. potrebbero trovarsi con azioni Pirelli Re del valore di 0,05 euro per ogni azione della Bicocca che hanno in portafoglio. E grazie alla riduzione dello sconto holding di Pirelli & C., il nostro target price potrebbe salire da 0,46 a 0,54 euro includendo Pirelli Re o da 0,41 a 0,49 euro senza Pirelli Re”.

In attesa di novità in merito oggi Morgan Stanley ha invece reiterato la raccomandazione overweight su Pirelli, con un target a 0,45 euro, puntando sia su un’eventuale razionalizzazione della società sia sull’andamento delle attività industriali in America Latina, sottovalutate dal mercato.

Autore: Francesca Gerosa

Fonte: Milanofinanza.it

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200911131131027733&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Pirelli%20&%20C.%20accelera%20l’uscita%20dal%20settore%20immobiliare

Pirelli, per creare valore serve cessione immobiliare

Archiviato in: immobiliare — andrea @ 10:48

MILANO, 12 novembre (Reuters) – L’ipotesi Pirelli RE (PCRE.MI:Quotazione)-Fimit piace al mercato perchè potrebbe segnalare che l’atteso spin-off è imminente, ma la creazione di valore per Pirelli è soprattutto legata alla possibilità di trovare un acquirente per la partecipazione nel settore immobiliare.

Lo dicono alcuni analisti, aggiungendo che la scissione della quota in Pirelli RE potrebbe eliminare lo sconto holding di Pirelli&C (PECI.MI:Quotazione), favorendo un apprezzamento del titolo.

“Ovunque sia la partecipazione, in Pirelli RE o Fimit, è la cessione che può portare valore al gruppo”, dice un analista.

“Se hanno deciso per un’integrazione può significare che non hanno trovato un acquirente per la quota di maggioranza di Pirelli RE”, aggiunge. “Può darsi che, con l’integrazione, la partecipazione diventi più appetibile”.

Il titolo Pirelli oggi sembra apprezzare le novità e avanza nel pomeriggio di oltre 2% a 0,4085 euro con scambi in media, in un mercato milanese piatto. L’immobiliare Pirelli Re è ancora più tonica e sale del 5,4% a 0,5905 con un volume di scambi a quasi 15 milioni di pezzi contro 12,5 milioni di media dei 30 giorni.

A febbraio 2009 il gruppo ha detto di volersi concentrare sulle attività industriali. Il numero uno, Marco Tronchetti Provera, nei giorni scorsi ha detto che la scissione dell’immobiliare è una delle ipotesi allo studio.

Ieri Pirelli RE ha annunciato la decisione di realizzare insieme a Fimit uno studio di fattibilità per un’integrazione.

Fimit gestisce una massa complessiva di 4,636 miliardi di asset. Ha chiuso il 2008 con margine di intermediazione di 30 milioni, utile di 13,3 milioni. La società non ha debito e ha un patrimonio netto di 42,6 milioni.

SPIN-OFF IMMOBILIARE

Lo spin-off dell’immobiliare “sarebbe molto positivo per Pirelli&C che diventerebbe in tempi molto più brevi rispetto alle nostre previsioni un tyre maker quasi puro, evidenziando lo sconto di oltre il 20% rispetto ai comparabili”, scrive la morning note di una Sim italiana.

Secondo un report di Banca Akros, l’uscita dall’immobiliare comporterebbe l’eliminazione di uno sconto holding del 15% portando il prezzo obiettivo della società a 0,57 euro.

Oriana Cardani di Centrobanca giudica positiva l’operazione “perchè può essere un segnale di accelerazione dell’uscita dall’immobiliare” e indica target price su Pirelli a 0,47 euro con un “holding discount” del 15%.

La scissione comporterebbe il trasferimento della partecipazione di Pirelli&C in Pirelli RE, o della nuova entità nata dalla fusione, in capo agli azionisti di Pirelli&C.

 

IPOTESI FUSIONE PIRELLI RE-FIMIT

Non è chiaro quali saranno i concambi di un’eventuale fusione. “È’ però probabile che il valore di Pirelli RE sia superiore a quello dell’altra società”, dice una analista aggiungendo che sulla questione c’è forte incertezza perchè non sono stati forniti dati di bilancio su Fimit.

Non è chiaro se l’ipotesi è la fusione tra le due Sgr, come riporta una parte della stampa, o tra le due società. Secondo un analista, “l’ipotesi è la fusione piena, quindi tra Pirelli RE e Fimit”.

Se l’integrazione venisse realizzata con uno scambio azionario, Pirelli che ora ha una quota di maggioranza assoluta di una società quotata, cioè Pirelli RE, si troverebbe una quota di minoranza di una società più grande, non quotata.

La fusione creerebbe una delle prime Sgr europee del settore immobiliare per patrimonio gestito.

Fonte: Reuters.it

http://it.reuters.com/article/italianNews/idITLC44899020091112?pageNumber=3&virtualBrandChannel=0

12 Novembre 2009

Agli stranieri piace l’Italia e acquistano casa. Aumentate del 15% le richieste

Archiviato in: immobiliare — andrea @ 16:43

12 nov. -  Gli inglesi sognano un casale in Toscana, i tedeschi si ”accontentano” di un bilocale in Emilia Romagna, magari vicino al mare, mentre i russi cercano il massimo del lusso: una bellissima abitazione nella Capitale o in Sardegna. L’Italia non attrae solo turisti, ma anche stranieri in cerca di una splendida seconda casa: secondo le rilevazioni del sito ”Immobiliare.it”, portale leader nel mercato online, nell’ultimo anno le ricerche di immobili italiani da parte di acquirenti stranieri sul sito sono aumentate del 15%. E gli stranieri, complessivamente, costituiscono circa il 10% del traffico totale sul sito, consultabile in otto lingue. La maggior parte delle richieste viene da Regno Unito e Germania (rispettivamente 24 e 21% del totale).

Fonte: Clandestinoweb.com

http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/85476-agli-stranieri-piace-litalia-e-acquistano-casa-aumentate-del-15-le-richi.html

Scudo fiscale, entrano nell’Unico case all’estero, yacht, quadri e gioielli

Archiviato in: rassegna stampa immobiliare — andrea @ 12:10

Non solo se producono redditi imponibili in Italia ma anche nel caso che «la produzione dei guadagni sia solo potenziale»

CIRCOLARE DIFFUSA DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

MILANO – Potrà beneficiare dello scudo fiscale chi possiede un pregiato zaffiro, custodito all’estero, o chi ha il motoscafo attraccato a un porto esotico. E la casa acquistata all’estero anche per solo uso di vacanza d’ora in poi andrà indicata nella dichiarazione del modello Unico, non solo se produce redditi imponibili in Italia ma anche nel caso che «la produzione dei predetti redditi sia soltanto astratta o potenziale». Lo stabilisce la circolare sullo scudo fiscale diffusa dall’Agenzia delle Entrate. Stesso discorso vale per tutti gli altri beni patrimoniali, come yacht, quadri di valore o gioielli, purché detenuti da prima del 31 dicembre 2008 in un Paese che garantisca un effettivo scambio di informazioni fiscali.

ONERE DELLA PROVA - Non c’è l’inversione dell’onere della prova: in pratica il contribuente che aderisce allo scudo fiscale non deve dimostrare che gli investimenti e le attività finanziarie detenuti in paradisi fiscali si considerano costituiti mediante redditi sottratti a tassazione in Italia. Nella circolare si legge infatti che l’adesione allo scudo consente di evitare, in caso di successivo accertamento della detenzione di attività all’estero in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale, la presunzione introdotta dall’articolo 12 del Dl 78/2009. Lo scudo estende la sua protezione alle società di capitali di cui il contribuente che sceglie di sanare i capitali illegalmente detenuti all’estero è il «dominus», ovvero colui che controlla la stessa società e l’emersione è ammessa anche se le attività sono intestate a fiduciarie o possedute per il tramite di interposta persona, come nel caso dei trust.

PAESI – Sono 36 i Paesi dove è possibile ricorrere allo scudo fiscale per regolarizzare i soldi detenuti illegalmente all’estero lasciandoli in loco, mentre per le somme detenute in Paesi con i quali non vi è un effettivo scambio di informazioni è necessario procedere al rimpatrio in Italia. Tra i Paesi per i quali è obbligatorio il rimpatrio vi sono Svizzera, Montecarlo, Liechtenstein e San Marino. I 36 Paesi collaborativi per i quali invece è possibili effettuare la regolarizzazione in loco dei capitali illegalmente detenuti all’estero, sono indicati in un allegato alla circolare. Si tratta di Australia, Giappone, Polonia, Austria, Grecia, Portogallo, Belgio, Irlanda, Regno Unito, Bulgaria, Islanda, Repubblica Ceca, Canada, Lettonia, Romania, Cipro, Lituania, Slovacchia, Corea del Sud, Lussemburgo, Slovenia, Danimarca, Malta, Spagna, Estonia, Messico, Stati Uniti, Finlandia,Norvegia, Svezia, Francia, Nuova Zelanda, Turchia, Germania, Paesi Bassi e Ungheria.

INTERMEDIARI – Per l’emersione dei beni posseduti all’estero si dovrà ricorrere ad alcuni intermediari, come banche e società di gestione del risparmio, ma anche agenti di cambio e le Poste. Ecco l’elenco contenuto nel documento: banche italiane; società di intermediazione mobiliare; società di gestione del risparmio; società fiduciarie; agenti di cambio iscritti nel ruolo unico; Poste italiane; stabili organizzazioni in Italia di banche e di imprese di investimento non residenti.

TEMPI – Viene infine stabilito che il termine del 15 dicembre vale tassativamente per il versamento dell’imposta straordinaria al 5% sui capitali che vengono fatti emergere con lo scudo, ma per il completamento delle operazioni di emersione è possibile prendere più tempo, a patto che tutto si concluda «entro una data ragionevolmente ravvicinata al termine previsto dalla norma».

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_10/scudo-fiscale-circolare-case-opere-yacht_8acd88fe-b58f-11de-8656-00144f02aabc.shtml

I russi cercano casa in Italia, purché sia di lusso

Archiviato in: immobiliare — andrea @ 11:47

Il mondo ci invidia, da sempre, la bellezza delle nostre città d’arte e dei nostri paesaggi. Gli stranieri visitano il nostro Paese e poi decidono di tornarci e, ora, anche di compraci casa. A confermarlo è la crescita del 15% della ricerca di immobili italiani da parte di acquirenti stranieri che Immobiliare.it, portale leader del mercato immobiliare online italiano, ha rilevato nell’ultimo anno.
La maggior parte delle ricerche internazionali provengono dal Regno Unito e dalla Germania (rispettivamente 24% e 21% del totale) e se gli inglesi sognano un casale in Toscana (29% dei casi) e cercano soprattutto immobili tra i 300.000 e 500.000 euro (76%), i tedeschi sono più parsimoniosi e l’obiettivo della loro ricerca è un bilocale (35% delle preferenze) in Emilia Romagna per una cifra compresa tra i 200.000 ai 300.000 euro (47% dei casi).
“Storicamente”- spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, – “è stata la Toscana ad attirare l’interesse degli acquirenti stranieri, ma negli ultimi anni abbiamo visto un’attenzione sempre maggiore anche per altre zone del nostro Paese, soprattutto Puglia (+ 31%), Sicilia (+ 16%) e Umbria (+8%).” A mostrare un notevole interesse per l’Italia sono stati anche i Francesi con il 17% delle richieste di immobili italiani, per lo più bilocali (55% dei casi) in Liguria.
Fra le richieste provenienti dall’estero è davvero interessante il caso della Russia che detiene lo scettro di Regina del lusso. Predilige mete esclusive, ama la città di Roma e sceglie la Sardegna come destinazione turistica. La ricerca più frequente fatta dai russi è quella di una villa nell’isola con un prezzo a partire dai 900.000 euro.
Gli stranieri che navigano su www.immobiliare.it rappresentano ormai quasi il 10% del traffico che si registra sul sito ed è proprio pensando a questi utenti che oggi il sito è l’unico consultabile in otto lingue; oltre alle versioni già disponibili in inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese è ora possibile leggere gli annunci anche in Russo e Greco. In fine, grazie ad una partnership esclusiva con il network EdenWay, i principali portali europei del settore (in rappresentanza di 15 nazioni) replicheranno sulle loro pagine gli annunci già presenti su Immobiliare.it.

Fonte: Trend-online

http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=mutmat&id=242622

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